sabato 7 novembre 2015

Folk Bottom vol.6 (3°st) - British Psych-Folk part.1


Scaletta del 8 novembre 2015

 Once I Had A Sweetheart - 1969

 Lough Erne Shore - 2014

Nothing More - 1970

 Give Me the Moon/ Winter Wedding/The Wexford Carol/The King/The Holly and the Ivy - 2000

Cherry Tree Carol/When I Was On Horseback - 2013

 Past Houses - 2015

 Bruton Town - 2006

(a cura di Andrea Maria Simoniello)


 
 

sabato 31 ottobre 2015

Folk Bottom vol.5 (3°st) - Scandinavian Folk part.4


Scaletta del 1 novembre 2015

 Numedalshalling - 1999

  Seil - 2004

Meksikon pikajuna  - 1995

Sus I Myrull - 2007

 Namas - 2001

 First Eden Sank To Grief - 2008

 Draumkvedet - 1984


(a cura di Andrea Maria Simoniello)

sabato 24 ottobre 2015

Folk Bottom vol.4 (3°st) - Music from Japan part.2


Scaletta del 25 ottobre 2015

 Is Not All One? - 1965

Yoko Reikano Kimura 4et - Gazoku Shikyo 
 
 Oiwake - 1970
 
  Kurodabushi - 1976
 
 Hanayagi - 1980
 
 Izutsu 10 - 2000
 
 Kyklopes - 2008
 
 
(a cura di Andrea Maria Simoniello)
 
 
 


















sabato 17 ottobre 2015

Folk Bottom vol.3 (3°st) - Music From Japan part.1


Scaletta del 18 ottobre 2015

 Inochi No Sharin (Wheel Of Life) - 1984

 Mr. Henri Rousseau's Dream - 1983

 Kai Kai As To - 2006


  Island Of Bows - 1994

  Semiyobi - 2015

 Freedom - 1997

 For The 'Beautiful Changing Child' - 1977


(a cura di Andrea Maria Simoniello)













 

venerdì 9 ottobre 2015

Folk Bottom vol.2 (3°st) - Andrea Seki & Cathrine Dreau present "Bardic Springs"

Originario della Tuscia, ma residente da diversi anni in Bretagna, l'arpista Andrea Seki è ormai considerato l'erede della tradizione bardica più sperimentale degli alfieri Alan Stivell, Myrdhin e altri grandi arpisti europei.
Il percorso artistico ed umano del musicista viterbese si colloca nell'ambito di una poetica di folk immaginario e visionario che apre alla possibilità di una ricerca sonora in continua espansione, le cui variopinte sfumature oscillano tra un sentito sguardo verso la tradizioni del passato e un costante anelito verso i linguaggi di un nuovo archetipo futuro. La musica di Seki si presenta sin dall'inizio misteriosa, sprigionatrice di messaggi segreti e magici, collocandosi nella volontà di un serrato dialogo tra tepore nordico e mistica orientale. I numerosi viaggi in India e il percorso lungo le rotte celtiche danno vita nel 1998 al progetto musicale "Elfic Circle", concepito come un collettivo aperto di musicisti di diversa formazione musicale, secondo un'energia operativa che negli anni Settanta era già stata tipica di collettivi come i tedeschi Popol Vuh ed Embryo in Germania o gli Aktuala in Italia.
Andrea Seki e Catherine Dreau presentano in anteprima a Folk Bottom il nuovo album "Bardik Springs", un lavoro mixato a Londra da Martin “Youth” Glover, storico componente dei Killing Joke nonché produttore dell'ultimo “The Endless River” dei Pink Floyd.
E' il punto d'approdo di due anni di ricerhce in cui il duo ha sviluppato un sound unico e molto originale tra le sonorità dell'Arpa celtica fx, trattata con suoni moderni e d'avanguardia creati dall'arpista compositore e i vibrafoni frequenziali dell'artista bretone Catherine Dreau ( i tubalofoni : vibrafoni di nuova concezione basati su scale modali dalla tradizione musicale Dravidica del sud India).
Il sound rimane quello dell'incontro poetico tra occidente e oriente, cultura vedica e celtica, un autentico viaggio nell'immaginario Bardico, che dalla Bretagna e l'Oceano Atlantico arriva alle sorgenti della cultura indo-europea, attraverso il Karnataka per arrivare in Kashmir. 
L'elevato contenuto artistico di natura "new celtic -progressive folk", si esprime tra nuove composizioni di forte impatto atmosferico con brani ancestrali e cosmici dalle notevoli implicazioni psichedeliche, sempre all'interno di un percorso sonoro legato alle tradizioni celtiche e indo-europee, e a nuove sonorità che guardano il futuro. Dunque un reale viaggio tra visioni ed evocazioni , sonorità legate al mondo "Magico" e mitico della tradizione Bardica contemporanea della quale Seki è da anni esponente, accompagnato dalle sonorita liquido-ipnotiche e raffinate dei vibrafoni della Dreau e da altri importanti esponenti della scena folk d'avanguardia europea.

(a cura di Andrea Maria Simoniello)
Folk Bottom
Domenica 12 Ottobre 2015

sabato 3 ottobre 2015

Folk Bottom vol.1 (3°st) - Acid-Folk : West Coast & Beyond


Scaletta del 4 ottobre 2015

 Adesso - 1974

Laughing - 1971
 
White Bird - 1969
 
The Red Telephone - 1967
 
 Sky Divers - 1967
 
 I Never Asked To Be Your Mountain - 1967
 
City Pulse - 1970
 
 
(a cura di Andrea Maria Simoniello)
 
 
 

 
 


 

 

mercoledì 24 giugno 2015

Folk Bottom vol.34 (2°st) - Jenny Sorrenti: venti del Nord nell'Aria Mediterranea


Folk Bottom
Domenica 28 Giugno 2015
ore 15.30 - 16.30

La voce della cantante Jenny Sorrenti è stata, a partire dalla metà degli anni Settanta, interprete unica del folk-progressivo italiano di più sentita ricerca. Di origini napoletane e gallesi la Sorrenti lega la sua fama innanzitutto per essere stata tra le figure di spicco di quel movimento del "Naples Power" che annoverava formazioni quali la Napoli Centrale di James Senese e gli Osanna di Lino Vairetti, come anche artisti del calibro del fratello Alan Sorrenti, Tony Esposito, Eduardo Bennato o Luciano Cilio. E' nel contesto di quel fervido periodo di sperimentazione sonora, che puntava a fondere le radici culturali dell'aria partenopea-mediterranea con le influenze musicali del jazz e del progressive di derivazione anglo-americana, che la Sorrenti da vita all'indimenticabile esperienza dei Saint Just che nasce come trio insieme a Robert Fix al sax e Tony Verde alle chitarre e al basso. Come non ricordare ancora oggi quei magici preziosismi classicheggianti imbevuti di umori jazzistici e folk-psichedelici che emergevano da brani come "Il fiume inondò", "Il risveglio" o "Triste poeta di corte", contenuti nell'omonimo Saint Just del 1973, a cui farà seguito uno dei massimi capolavori del progressive italiano, quel La Casa Del Lago del 1974 che conteneva altre perle come "Tristana" e "Nella Vita Un Pianto"?. Del resto già da queste prime illuminazioni risultavano chiare le capacità e volontà abbastanza rare a quell'epoca in Italia di sublimare il "calore del canto mediterraneo in un certo pathos tipicamente nordico" di cui furono grandi interpreti nell'ambito del folk britannico muse come Sandy Denny, Maddy Prior, June Tabor o Shirley Collins.
Un primo passaggio significativo della carriera solista di Jenny è sancito dall'album Suspiro del 1976, un lavoro che confermava l'indirizzo musicale d'avanguardia degli albori progressivi ed impreziosito negli arrangiamenti dalla colloborazione di Pino Daniele, Lucio Fabbri e Peter Kaukonen. Dopo l'omonimo del 1979, registrato in compagnia di altri musicisti noti della scena partenopea come Agostino Marangolo, Enzo Avitabile e Eugenio Bennato, e che conteneva un suggestivo duetto con Francesco de Gregori nel brano "Lampo (oppure mare, oppure cielo, oppure sole)", la Sorrenti per tutti gli anni Ottanta e Novanta si ritirerà dalle scene musicali, o quantomeno da quelle della produzione discografica, per condurre un'intensa ricerca sulle tradizioni musicali medievali e celtiche. L'esito felice di questo suo percorso di ricerca è l'album Medieval Zone del 2001 dove, accanto a sue toccanti composizioni come "Mio Caro Amore"  e "Luna di Speranza", emergono originali rivisitazioni di brani della tradizione medievale francese ("La belle se sit"), sefardita ("El rey de francia") e dell'irlanda del sud ("The Leaboy's Lassie"). A risaltare sono soprattutto la poetica raffinata e profonda che fa da sfondo ("...Medieval Zone è una zona protetta del nostro immaginario individuale, inviolabile perché remota e comune, irrinunciabile perché fatta di pace e memoria, di armonia e stupore...") mentre le doti vocali della cantante napoletana virano verso uno sperimentalismo linguistico che ben si sposa con gli intrecci sonori creati da arpa, chitarre, mandola e percussioni, nel tentativo ben riuscito di coniugare le atmosfere dell'aria mediterranea con il mondo celtico dell'Irlanda e della Galizia. 
Un medesimo indirizzo di ricerca musicale è perseguito nel successivo Com'è e' Grande Enfermidade del 2004, album dedicato alla memoria del marito Umberto Telesco, storico fotografo e grafico che aveva immortalato eventi e personaggi di quel citato "Naples Power" realizzando anche alcune significative copertine di dischi. In virtù di questa perdita ricorrono fortemente in questo lavoro i temi della tristezza, dell'amore, della solitudine e della malinconia che vengono sorretti però da un segreto anelito alla rinascita e alla gioia, un inno di speranza e di autencità del reale che si alza dalle note di brani come "La Pazienza" (Aprire gli occhi si deve, Liberare il sole si deve Mandare via il dolore...) o "Non si vede e c'è". Se i contenuti musicali non si distaccano molto dal lavoro precedente si arrichiscono però dall'incontro con il percussionista Marcello Vento (già negli Albero Motore e nel Canzoniere Del Lazio) mentre la voce d'angelo ed eterea prosegue libera sui sentieri di antichi idiomi differenti dall'ebraico di "Erev Shel Shoshanim" alle miscele siciliane-napoletane di "Angelu Dell'Ammuri", come del resto nell'incipit "Galiziano-Portoghese". Il sodalizio artistico ed umano con Marcello Vento darà poi vita anche all'album Burattina del 2009, ulteriore approdo di questo personale percorso a cavallo tra antico e moderno, secondo i canoni di una musica d'autore che accosta la Sorrenti ad altri grandi interpreti della ricerca colta d'ascendenza mediterranea come la greca Savina Yannatou e l'ensemble Primavera En Salonico o il collettivo del L'Arpeggiata guidato dall'arpista svizzera Christina Pluhar.


Scaletta

Suspiro (da Suspiro - 1976)
Il Risveglio (da Saint Just - 1973)
La Casa Del Lago (da La Casa Del Lago - 1974)
Nella Notte L'addio (da Suspiro - 1976)
El Rey De Francia (da Medieval Zone - 2001)
Luna di Speranza (da Medieval Zone - 2001)
La Pazienza (da Com'è Grande Enfermidade - 2004)
Non Si vede e C'è (da Com'è Grande Enfermidade - 2004)
Nessuno è più forte di chi non ha più nulla da perdere
(da Burattina - 2009)


(a cura di Andrea Maria Simoniello)